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28-10-2026NEWS

NetEye Conference Italy 2026: AI e competenze umane nelle IT Operations

Alla NetEye Conference Italy 2026 di Verona, 130 professionisti IT hanno esplorato come l’intelligenza artificiale possa supportare analisi, automazione e decisioni nelle IT Operations, mantenendo le competenze umane al centro di contesto, validazione e responsabilità.

NetEye Conference Italy 2026: Intelligenza artificiale e competenze umane insieme per le IT Operations 

Cosa succede quando l’intelligenza artificiale entra a far parte delle attività quotidiane di IT Operations? In che modo può aiutare i team a lavorare più velocemente e a ottenere una visione più ampia? E in quali ambiti restano fondamentali le competenze e il giudizio delle persone? 

Queste domande hanno guidato la NetEye Conference 2026, che si è svolta il 22 ottobre al Crowne Plaza Verona Fiera. Con il tema “AI & Human Insight: the strategic coexistence for IT Operations” (Intelligenza artificiale e competenze umane: una coesistenza strategica per le IT Operations), l’evento ha riunito 130 partecipanti per discutere l’evoluzione di observability, cybersecurity e service management. 

Il messaggio centrale è stato chiaro: l’AI può aiutare i team ad analizzare le informazioni, individuare schemi e automatizzare le attività di routine. Per ottenere risultati efficaci, però, è necessario che le persone stabiliscano le giuste priorità, convalidino i risultati e decidano quali azioni intraprendere. 

4 takeaway dalla NetEye Conference Italy 

  • Affiancare l’AI alle persone: l’AI può supportare l’analisi e l’automazione, mentre le competenze umane restano essenziali per dare contesto, convalidare i risultati e prendere decisioni. 
  • Ampliare l’observability: mettere in relazione le informazioni su rete, infrastruttura e applicazioni, incluse quelle utili a comprendere i sistemi di AI, per individuare più chiaramente eventuali problemi. 
  • Guidare la cybersecurity con la threat intelligence: dare priorità alle domande e ai rischi più rilevanti, invece di raccogliere informazioni senza un chiaro obiettivo operativo. 
  • Trasformare gli insight sui servizi in azioni concrete: usare l’automazione per rendere più efficienti i workflow, mantenendo governance, affidabilità e attenzione alle esigenze degli utenti. 

Dal palco principale: prospettive globali, visione NetEye e network intelligence 

Il programma sul palco principale si è aperto con un Key Dialogue tra la giornalista Cecilia Sala e il moderatore Marco Lorusso. Il loro confronto ha collegato attualità, tecnologia e scenari globali, ampliando la discussione oltre gli interventi tecnici e introducendo il tema di come le organizzazioni possano orientarsi in un contesto in continua evoluzione. 

Georg Kostner di Würth IT ha poi presentato la NetEye Vision, illustrando l’indirizzo strategico e le prospettive di evoluzione della piattaforma. I colleghi di Würth IT Nicola Biada e Leonardo De Santis sono intervenuti con “JiraDessert”, mostrando come un portale web personalizzato possa automatizzare i workflow operativi integrando Jira e Confluence tramite API, webhook e Atlassian Rovo. 

Luca Deri dell’azienda ntop ha riportato il programma sui temi operativi centrali della conferenza. Il suo intervento ha esplorato come collegare il comportamento della rete, le prestazioni delle applicazioni e gli insight di cybersecurity per ottenere una visione operativa più completa, a supporto del rilevamento delle minacce, dell’ottimizzazione delle prestazioni e di indagini più rapide in ambienti hybrid e multi-cloud. 

Integrare l’AI nelle attività quotidiane di IT Operations 

La conferenza ha affrontato l’AI non come un tema isolato, ma come una capacità che sta iniziando a incidere sul lavoro quotidiano in ambito IT. Sul fronte della cybersecurity, i colleghi di Würth IT Lorena Goldoni e Alessio Paternoster hanno illustrato come gli agenti AI possano aiutare gli analisti SOC a correlare gli eventi e analizzare gli attacchi, sottolineando al contempo che il giudizio umano resta essenziale per valutare i risultati e decidere come intervenire. Federico Corona di Würth IT ha approfondito l’impiego di agenti AI nei penetration test, illustrandone potenzialità, limiti e ruolo nel supportare i team di sicurezza offensiva. 

Lo stesso equilibrio tra automazione e supervisione è emerso nelle sessioni di observability. I colleghi di Würth IT Vladimir Mozharov e Alessandro Paoli hanno mostrato come l’AI possa utilizzare i dati degli asset in GLPI per individuare lacune nella copertura di monitoraggio di NetEye. Andrea Mariani di Würth IT ha illustrato l’uso dell’AI supportata da MCP per agevolare la conversione delle dashboard durante gli upgrade a IcingaDB, mantenendo la convalida umana come parte integrante delle attività tecniche critiche. 

Nel loro insieme, questi esempi suggeriscono un approccio concreto: usare l’AI per ampliare le capacità di analisi e automazione dei team, mantenendo alle persone la responsabilità del contesto e delle decisioni con conseguenze rilevanti. 

Collegare l’observability negli ambienti complessi 

I servizi IT moderni comprendono reti, infrastrutture, applicazioni e, sempre più spesso, workload basati sull’AI. Un’unica vista di monitoraggio può non bastare a spiegare i problemi di performance o a individuare i rischi operativi emergenti. 

L’intervento sul palco principale di Luca Deri di ntop ha evidenziato il valore di collegare il comportamento della rete, le prestazioni delle applicazioni e gli insight di cybersecurity. In un caso cliente, Massimo Zanardi di EOLO e Rocco Pezzani, Solution Architect di Würth IT, hanno presentato il passaggio da un modello di monitoraggio tradizionale basato sul paradigma pull a un’architettura push, orientata alle metriche e progettata per garantire scalabilità e observability near-real-time. 

Francesco Penasa di Würth IT ha approfondito il monitoraggio delle applicazioni di AI. Il suo intervento ha mostrato come ottenere visibilità su costi, latenza e affidabilità dei sistemi che utilizzano modelli linguistici di grandi dimensioni. Sono aspetti che il monitoraggio applicativo tradizionale potrebbe non riuscire a spiegare pienamente. Il filo conduttore è stato la necessità di collegare i segnali rilevanti, così da comprendere il comportamento dei sistemi e agire con maggiore consapevolezza. 

Rendere la cybersecurity più mirata e proattiva 

Con l’AI che trasforma sia la sicurezza difensiva sia quella offensiva, le organizzazioni hanno bisogno di comprendere la propria esposizione e di dare priorità alle minacce più rilevanti. Libero Chianello di Würth IT si è concentrato sul threat modelling e sull’importanza di comprendere il contesto specifico dell’organizzazione. Massimo Giaimo, Head of Threat Intelligence del Gruppo Würth, ha illustrato i Priority Intelligence Requirements (PIR), uno strumento pratico per trasformare esigenze informative generiche in domande chiare, utili a orientare raccolta, analisi e decisioni. 

Le sessioni sull’impiego dell’AI nei SOC e sui penetration test adattivi hanno offerto ulteriori prospettive su come i team di sicurezza possano sfruttare le nuove capacità senza perderne di vista i limiti. Il messaggio complessivo: una cyber defence efficace si basa non solo sulla tecnologia, ma anche su intelligence pertinente, priorità chiare e decisioni consapevoli delle persone. 

Trasformare il service management in workflow efficaci 

Il service management ha offerto un’ulteriore prospettiva sul modo in cui AI e automazione possono supportare il lavoro operativo. Simone Pancaldi di Atlassian ha analizzato il passaggio da processi reattivi basati sui ticket a servizi più proattivi e contestualizzati, sottolineando al tempo stesso l’importanza costante del giudizio umano, della governance e della fiducia. 

Giovanni Aneloni di SAVE e il collega di Würth IT Giuseppe Di Garbo hanno presentato un caso cliente dedicato alla strutturazione dei workflow di servizio in un contesto aeroportuale complesso. I colleghi di Würth IT Alice Rozzoni e Roberto Bacchini hanno illustrato come la suite Atlassian possa supportare la gestione dei progetti, dalla pianificazione strategica all’esecuzione operativa. Un altro contributo di Würth IT, a cura di Leonardo De Santis, ha presentato il framework Würth IT Enterprise Agility, che utilizza una configurazione Jira condivisa per collegare iniziative strategiche e attività operative e migliorare visibilità, allineamento e governance tra i team. 

Un confronto tra tre discipline 

La NetEye Conference Italy ha riunito prospettive tecnologiche, competenze di Würth IT e casi cliente concreti sui temi di observability, cybersecurity e service management. In tutte e tre le aree, la sfida era simile: rendere utili volumi crescenti di dati, applicare l’automazione dove crea valore e preservare le competenze umane necessarie per interpretare i risultati e scegliere la risposta più adeguata. 

La combinazione di visibilità integrata, analisi mirata e competenze umane offre una solida base per la prossima evoluzione delle IT Operations. 

Ci vediamo il prossimo anno, il 21 ottobre 2027. 

Sul nostro sito dedicato, sono disponibili le slide dei relatori.